Non sanno nemmeno più come chiamarla: la manovra d’estate, poi la manovra correttiva, i provvedimenti di ferragosto, la legge di stabilità.
Tutte “botte” variabili dai 20 ai 40 miliardi.
Quest’anno ne avevamo già avute quattro, ed è quindi giusto fare il poker anche con il prodotto del Governo Monti appena arrivato, il “Decreto Salva Italia”, come definito dallo stesso Neo Presidente del Consiglio.
Cosa pensiamo dei provvedimenti ? ve lo diremo alla fine, per il momento ci limitiamo a riportare un commento che è stato ignorato dalla maggior parte della stampa specializzata, quello del Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino che ha cosi commentato.
“ …. Si tratta di una manovra che comporta un forte impatto sociale, in particolare il blocco dell ’ adeguamento al costo della vita delle pensioni è una mossa solo orientata a soddisfare esigenze di cassa…”, lo stesso ha però sottolineato che l’azzeramento del deficit di bilancio è “costruito su un aumento mostruoso delle entrate (120 miliardi) a cui però si associa una crescita della spesa pubblica di 45 miliardi” (Il Resto del Carlino, 10.12.2011, pag. 6).
Nessuno ne parla, ma il nostro neo Presidente del Consiglio ha previsto un incremento della spesa pubblica nei prossimi anni, con buona pace dei tagli ai costi della politica e della macchina amministrativa.
Le notizie apparse sulla stampa lo stesso sabato successivo, sulla reazione avuta dai nostri parlamentari in merito al progetto di rendere la rendita mensile pari alla media europea, dimostra che forse il professor Monti ha anche sottovalutato il problema, e nei giorni successivi la situazione è ancora peggiorata: basti verificare le reazioni di tutti gli schieramenti politici all’indomani delle dichiarazioni rese dal presidente della Commissione incaricata (che contemporaneamente è presidente dell’Istat) sull’effettiva entità delle retribuzioni mensili dei nostri eletti, portati a puntualizzare che “..non si tratta di retribuzioni – che sono di soli 5000 euro al mese – ma semplici rimborsi o indennità per i collaboratori che fanno lievitare il tutto a ….circa 15.000 euro al mese” !
Comunque, seguendo il nostro spirito di divulgatori a basso profilo, riepiloghiamo per capi i contenuti del decreto tradotti in legge alla vigilia di Natale, precisando che – proprio perché derivanti da un decreto legge – in alcuni casi la decorrenza è stata immediata mentre in altri si raggiungerà a regime il funzionamento in un lasso di tempo più o meno lungo.
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